
E' ormai da anni è assodato che l'esercizio fisico in genere e lo sport in particolare, coadiuvati da una corretta alimentazione, sono gli strumenti indispensabili per lo sviluppo di un organismo sano a tutte le età, per la prevenzione delle malattie dell'età adulta e avanzata e per un equilibrato sviluppo psicofisico del soggetto in età evolutiva. In tale senso sì è anche recentemente espresso il Ministero della Salute, specificando quale deve essere la quantità di moto minima che un individuo deve praticare e suggerendo le strategie per il conseguimento di tale risultato. In definitiva, un corretto stile di vita, strumento unico e indispensabile per il conseguimento e il mantenimento di uno stato di salute ottimale, poggia su due pilastri fondamentali: attività fisica e alimentazione.
La recente costituzione della Facoltà di Scienze Motorie ha proprio l'obiettivo di formare le figure professionali che indirizzano e guidano l'individuo verso la pratica di una corretta attività motoria e sportiva, potenzialmente scevra da rischi e pericoli, consona alle attitudini di ciascuno, che eviti le frequenti patologie secondarie imputabili a una incongrua metodologia di allenamento e alla scarsa conoscenza della fisiologia dell'esercizio e delle basi della alimentazione.
Tra le molteplici attività motorie e sportive praticate nel nostro Paese, grazie allo sviluppo montano e alle favorevoli condizioni climatiche, le attività in quota sono ampiamente diffuse, non solo legate agli sport invernali, ma anche coinvolgenti svariati sport estivi. L’attività fisica in montagna impegna l'organismo sotto molteplici aspetti: dalla funzione respiratoria a quella cardiocircolatoria e metabolica, alla termoregolazione, con modalità e sistemi di regolazione ben diversi da quelli riscontrabili a livello del mare.
Le attività sportive in montagna, tra l'altro, pongono al praticante l'enorme questione della sicurezza.
L'attività di ricerca del Centro CRAV si sviluppa secondo diverse linee, che hanno come base comune la valutazione degli effetti fisiologici legati alla permanenza in condizioni ipossiche e ipobariche di soggetti a scopo di allenamento, atleti di elite, ma anche di soggetti sedentari, in sovrappeso o con patologie cardiocircolatorie stabili, che utilizzano l’esercizio fisico anche come strumento adiuvante la terapia, anche in acqua.
Per il conseguimento di tale finalità, sono state previste, nei tre anni di attività, diverse linee di ricerca, l’esecuzione di ciascuna delle quali sarà programmata dopo attenta analisi della letteratura scientifica più accreditata e dopo discussione tra gli esperti del settore:
Altri progetti potranno essere programmati, previa discussione nel Comitato Scientifico.